What the Reviewers Say

CD 328 KENNY HALL and the LONG HAUL STRING BAND

Blind fiddler, mandolinist and singer Kenny Hall of Fresno took up music while studying at Berkeley's California School for the Blind during the '40's. In recent year he has recorded with various bands for two labels including Alameda's Bay Records.

Hall has just released his fourth album, "Kenny Hall and the Long Haul String Band," (Voyager), another delight filled with cute instrumentals, silly songs and traditional tunes. Kenny sings most of them, with his wife, Marta Hall, adding some strange falsetto vocals at times. Hall offers original and ancient music, some of it with black roots, others from European dance steps. (Alameda Tribune)

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The notes say different than the previous 3 albums by Kenny, my opinion it's more old timey than the previous 2, more like the first one. THis time however, Kenny plays the fiddle more than on past albums (no banjo). A real nice old time sound (RECOMMENDED for the lovers of the old string bands, country style). Remember Gid Tanner's Skillet Lickers? (Disc Collector)

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Dopo quattor anni di silenzio, interrotti solo da sproadiche partecipazioni ad improvvisati folk festivals, finalmente il cieco cinquantacinquenne musicista di Fresno (California) ritorna sulla scena con il suo quarto LP. Kenny Hall sarà forse ricordiato dai nostri lettori della prima ora (c/o MS-2) non già per la lunga militanza nelle file del'otm più genuina, ma per aver ospitato, senza essere mai stato ricambiato, il cantautore Jim Finger in tutte le sue precedcenti esperienze discografiche; due albums-rivelazione con la Sweets Mill String Band (Bay 727 e 103) ed uno, splendida conferma, da solista (Philo 1008).

Ii nuovo disco ha impressionato il sottoscritto per ben tre novita. La prima, abbastanza prevedibile, riguarda la formazione attuate: la Long Haul String Band appare infatti come un quartetto compatto ed essenziale, composto dalla moglie Marta (voce), John Greene (chitarra) e Terry Barrett (mandolino), in cui Kenny si muove a proprio agio passando con estrema faciltà dal mandolino al fiddle (2/3 dei brani). La seconda, meno prevedibile, consiste mel;assoluta mancanza di un banjo: strumento il cui suono credevamo ormai familiare e la cui presenza in un repertorio di tipo tradizionale addirittura indispensabile. Il particolare viene tuttavia scavalcato con un moderato uso della sovraincisione: mandolino e fiddle, molto spesso all'uinisono, nelle mani di Hall. La terza novità, e di gran lunga più importante, emerge dando un rapido squardo al materiale proposto, titoli la cui provenienza e funzione spingono a divider l'album in due momenti distinti: otm verace a base di ballate, canzoni e fiddle tunes con interventi vocali (sulle orme degli Skillet Lickers e di Grayson & Whitter), e brani per to più strumentali, dove si intecciano i due mandolini e l'inimitabile tecnica di Hall sovrasta di prepotenza quella del giovane partner, incentrati su passi di danza (polke, two-steps, quadriglie, cakewalks) in voga negli Stati Uniti soprattutto nel ventennio 1890-1910 per merito delle popolarissime orchestre a plettro pseudorurali.

Alla prima categoria appartengono le stupende riedizioni di "Who Broke the Lock" (o "Hen House Door") in medley con "Hen Cackle" (o "Cluck Old Hen"), in cui il "faisetto" di Marta Hall fa il verson a Riley Puckett con ottimi risultati, di "What You GOnna Do WIth the Baby" (uno dei cavalli di battaglia dello sfortunato G. B. Grayson) e della finale "The Gamblers", un doppio omaggio alla figure del giocatore d'azzardo condotto da voce e fiddle. L'altro insieme di composizioni, "Ladies Quadrille", "Peter Piper", la sorprendente "Happy Heney", rimandano al capolavoro del' Etcetera String Band (c/o "The Harvest Hop", Moon 200), sono giocati sull'effetto "simpatico" di 16 corde e risultano tra le cose più preziose dell'intero lavoro. Completano l'album, tanto per non smentire le origini ataviche del titolare, tre jigs irlandesi appese da una vecchia (e rara) incisione del fisarmonicista tedesco-americano John J. Kimmell ed adattate per mandolino solista e battito ritmico di un piede.

Riley Puckett, Ted Hawkind, Lowe Stokes e Gid Tanner (la band originale degli Skillet Lickkers. . . . (Il Mucchio Selvaggio, Italy)

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Per chi dque l'old time music, Kenny Hall è certamente un personaggio da conoscere. La sua impressionate vitalità nel suonare il mandolino, nonostante la cecità che lo accompagna sin dalla nascita, e invidiabile e lo rende comunicativo e simpatico fin dal primo approccio. Intestatario di un ottimo lavoro solistico su Philo Records e di due favolosi dischi session, con la Sweet Mill's String Band su Bay Records, più diverse partecipazioni e sessioni in dischi di artisti conosciuti ò meno, ha riunito in queso suo grupporecente, chiamato Long Haul String Band (formazione che comprende sua moglie Marta alle percussioni e canto; Terry Barrett, mandolino e fiddle; John Greene, chitarra e Kenny, mandolino e fiddle, olte che canto solista) i suoi interessi e le sue influenze musicali, badanda bene a tenere viva la vera matrice di base, che è puramente old time. Dal vivo, il gruppo, più che in questa specifica esperienza sonora, spazia dal'o.t.m. al folclore irlandese, non disdegnando polke e quadriglie, gighe e reels . . . e aggiungeri anche musica messicana e mediterranea. Non tutto quanto sopra elencato è presente sul disco, ma ugualmente i pezzi rispettano un certo gusto nella scelta, nulla lasciando al caso. Ovunque è palpabile e presente una prorompente giola di suonare contagiosa, che conquista lentamente l'ascolatatore, man mano che i solchi del disco fanno succedere i brani. I numeri più spettacolari sono alcune rivisitazione o.t.m., quali Prettiest girl in the country-o, versione ispirata alla medesima registrazione dello stesso brano, effettuata da Gid Tanner e Riley Puckett nel '24. What you gonne do with my baby, di Grayson e Whitter. Who broke the loch/Hen Crackle, Rattlesnake bit the baby, ma non sotovaluterei il valore dei cinque strumentali, presi in prestito dal repertorio degli Happy Hayseeds, vecchio gruppo di musica da ballo, di cui Kenny Hall possiede alcuni 78 giri. In testa, la Cottonwood reel, sequita dalla dinamica Peter Piper, Happy Heiney, due two-step, Ladies quadrille e Forty-nine quadrille, Old Pall of yesterday è invece una sad ballad country gospel. Ma le curiosità di questo disco non finiscono qui: ci sono ancora le polke dal caldo umore mexicali (Helena polka e Mexican polka), ed omaggi alla propria terra d'origine, l'Irlanda (Goodie on a saucer ecc.) a dimostrare la duttilità e la larghezza di vedute di questo incredibile mandolinista ultracinquantenne. Disco vivamente consigliato.

In aggiunta all recensione, per gentilezza degh amici della Long Haul String Band, accludiamo l'elenco dei musicist5i che, pezzo per pezzo, suonano in questo disco. (Folk Giornale, Italy

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